Perchè alleviamo wagyu?

Mollare tutto e vivere in campagna richiede spirito di adattamento e comporta non pochi sacrifici. In più se si vuole avviare una fattoria, il tutto si appesantisce ancora di più a livello economico e di fatica fisica. Gestire degli animali è letteralmente un lavoro full-time, difficile se si ha già un impiego che obbliga a rimanere lontano da casa praticamente tutto il giorno.

La nostra fortuna è che ci siamo trasferiti qui quando ero in procinto di partorire e, dopo la nascita, ciò mi ha portata a poter stare a casa per prendermi cura di nostro figlio mentre mio marito lavorava. Il tempo libero a disposizione , seppur limitato dovuto alle attenzioni che un neonato giustamente richiede, ci ha spinto ad avviare l’attività che , si spera, possa procurarci delle entrate fisse annue in futuro: l’allevamento di bovini wagyu.


Due parole su questa razza.

Il termine wagyu, che significa letteralmente “bovino giapponese”, si riferisce a diverse razze bovine allevate in Giappone. La wagyu più famosa e qualititivamente più ricercata è la kuroge wagyu (il bovino nero giapponese) , la cui carne è caratterizzata da una particolare marezzatura che la rende molto tenera e gustosa. Ogni prefettura giapponese alleva wagyu con strategie d’allevamento diverse e, per questo motivo, si sfidano annualmente in una competizione nazionale .

Sicuramente conoscerai la famosa e costosa “carne di kobe”, che altro non è che un marchio registrato che identifica tutte le kuroge wagyu nate, allevate e macellate nella prefettura di Hyougo e che seguono degli standard e caratteristiche ben precise. Ma non sono qui a parlare di questo, non essendo il mio ramo di competenza, dato che non alleviamo “manzo di Kobe”.


Fatta questa breve premessa, torniamo a noi.

Avviare un allevamento di wagyu è impegnativo, e non solo economicamente. C’è grande richiesta e questo tipo di mercato è piuttosto florido anche se, purtroppo, gli allevatori cominciano a scarseggiare. Potete immaginare la sorpresa di tutti quando abbiamo detto loro che avremmo voluto provare ad allevare wagyu!

Fortunatamente abbiamo trovato una persona che alleva bovini wagyu da tutta la vita, e che ha deciso di prenderci sotto la sua ala. Ci ha consigliato come iniziare a muovere i primi passi, e ci ha aiutati ad acquistare la nostra prima bovina all’asta. Non avendo un budget elevato, ci siamo dovuti “accontentare” di una vacca di 11 anni (non più giovanissima) già gravida, unico requisito a cui tenevamo. Ricordo ancora l’emozione che ho provato quando l’abbiamo portata a casa. Era spaventata e confusa, e per un momento ci siamo chiesti se saremmo stati in grado di gestire un animale così possente ed imprevedibile.

Generalmente in Giappone, per gli allevamenti bovini, si usa la stabulazione fissa (gli animali stanno legati fissi in postazione senza possibilità di muoversi), ma noi vogliamo, nel limite del possibile, rispettare la natura dell’animale, ragione per cui abbiamo costruito un paddock adiacente alle stalle. All’inizio la nostra kuroge wagyu Midori dopo una vita passata legata e chiusa in un capannone, ha fatto fatica ad abituarsi. La prima volta che è uscita e ha visto il prato, ha iniziato a saltare e a correre felice e ricordo ancora quel momento con immensa gioia.

Inoltre non si faceva toccare, stava sempre sulla difensiva e ci abbiamo messo mesi prima di riuscire ad avvicinarci a lei. A distanza di 9 mesi, era un animale completamente diverso: si lasciava accarezzare, strigliare e massaggiare senza problemi e anzi, era lei che veniva a cercarci per ricevere un po' di grattini. Assistere al parto dopo qualche mese dal suo arrivo è stata una delle esperienze più emozionanti che abbia mai fatto e ho ancora dei ricordi indelebili stampati nella memoria.

Orma sono quasi 4 anni che alleviamo Wagyu, e anche se Midori e il suo primo vitello non ci sono più, abbiamo altri animali che ci stanno dando enormi soddisfazioni. Quando abbiamo inziato questo mestiere ignoravamo quanto sia complicato fare l'allevatore. E' un mestiere che richiede disciplina e spirito di sacrificio, per non parlare delle scelte difficili che sono quasi all’ordine del giorno. E' un lavoro in cui vuole passione, altrimenti senza non si riesce ad andare lontano.

Un giorno vorremmo poter vivere solo del nostro lavoro qui in azienda e l’allevamento di wagyu è una parte fondamentale per la realizzazione di questo nostro progetto. Continueremo a lavorare sodo e speriamo un giorno di riuscirci.