5 lezioni che ho imparato assistendo ai parti dei nostri animali

Per quest’anno i parti delle nostre capre sono giunti al termine. Tra parti non programmati, e altri che ci hanno dato non poche preoccupazioni, devo dire che è stato un anno piuttosto intenso qui in fattoria. Fortunatamente è andato tutto bene, e i piccolini stanno crescendo forti e in salute.

E’ un’esperienza unica assistere alla nascita di una nuova vita e ricordo ancora il primo parto qui in fattoria. Ero talmente agitata e sotto pressione, che passavo tutto il tempo libero disponibile solo a documentarmi e leggere libri sull’argomento. Arrivata ad oggi non mi sento di certo una persona esperta, anzi, ho ancora moltissimo da imparare, ma sicuramente ho acquisito più calma, pazienza e confidenza nel gestire il momento del travaglio e del parto.


5 lezioni che ho imparato:


1. Stare vicino, ma non troppo

Quattro anni fa ero talmente presa dall’ansia, che sono stata letteralmente addosso alla mia capra (il suo primo parto) per tutta la durata del travaglio. Ora dico che l’unica situazione in cui si è giustificati ad intervenire è nel caso ci siano complicazioni che richiedono un aiuto esterno. Quest’anno non mi sono lasciata travolgere dall’impazienza, e ho lasciato ai nostri animali lo spazio necessario di cui avevano bisogno. Risultato? Animali molto più tranquilli e sereni


2. Lasciare alla neo-mamma i propri spazi

Ricollegandoci sempre al discorso di prima: dopo il parto cercate di non intervenire, ma osservate a distanza. E’ vero, il colostro è davvero molto ma molto importante nelle prime ore di vita, ma non è una tragedia se i piccoli non succhiano nei primi 10 minuti dopo la nascita. Lascia alla mamma il tempo d'iniziare a creare un legame con i propri piccoli. Lasciaglieli ripulire in tutta tranquillità. Solo se dopo un’ora dal parto i piccoli ancora non hanno iniziato a poppare, puoi intervenire. In caso contrario sii paziente.


3. Previeni la debolezza dei nuovi nati

Tienili sotto controllo. Se non prendono la quantità di latte sufficiente, sia perché alla mamma manca, sia perché magari lei non permette loro di poppare, inizieranno a diventare sempre più deboli, fino a perdere persino la motivazioni di ricercare le mammelle della madre. Se notate un atteggiamento del genere, è di fondamentale importanza intervenire e iniziare a nutrirli con il biberon.


4. Isolare la madre

Ovviamente ciò è da escludere se non si hanno le attrezzature e il luogo adatto. Però è sicuramente più facile per la madre legare con i propri piccoli se non è distratta dalla presenza di altri animali. Noi abbiamo adibito una piccola area apposita, dove mettiamo la mamma in travaglio, lasciandocela insieme ai piccoli anche per una settimana dopo il parto prima di rimetterla insieme alle altre. 


5. Gli ingorghi mammari non se ne vanno via da soli

Può capitare.

Nel caso, per esempio, la capra avesse un ingorgo mammario, l’unica è intervenire. Spesso la suzione dei piccoli non è sufficiente, anzi, l’ingorgo può indurire al punto la mammella da renderne difficile lo svuotamento, provocandole non poco dolore. Bisogna armarsi di santa pazienza e andare a mungerla più volte al giorno, anche se lei probabilmente cercherà di non farsi toccare. Così facendo si prevengono infezioni, come la mastite.